Quelle cose chiamate "Parti" di Gianni Fortunato

Quelle Cose chiamate “Parti”

di Gianni Fortunato

 

A proposito, quanti tipi di “Parti” esistono (parola grossa per delle cose immateriali)?

A mia conoscenza, Identità (note in psichiatria come Personalità), Identificazioni (in PNL Modellamenti), Parti vere e proprie, ISH (Spirituali, vedi altri miei articoli).

Sorvolo sulla Identità, area un po’ misteriosa e in cui un noto PNLista ha fatto un naufragio clamoroso e mai riconosciuto (non cito il nome perché ho un animo notoriamente compassionevole). E gli ISH sono fuori dai discorsi che seguono.

Così come le possessioni, note agli esorcisti e, mi risulta, a un’ala della psichiatria cattolica (mi piace citare la dott.ssa Mary Fiore, psicoterapeuta americana, che, senza tuttavia crederci, tratta con successo ogni sintomo come frutto di possessione da spiriti vaganti di defunti; un paio di volte l’ho fatto anche io e ha funzionato).

Quanto alle Parti vere e proprie mi sembra appropriato definirle come Forme-Pensiero.

Una prima suddivisione all’ingrosso delle Parti è questa: Parti che “sono” e Parti che “fanno”. Questo spiega perché spesso la Ristrutturazione in sei fasi spesso non funziona: si può convincere una Parte che “fa” a fare altro, mentre una che “è” (per esempio arrabbiata) non può cambiare. Tuttavia si può limitarla ai contesti in cui può operare utilmente (una volta ho convinto una parte omicidale a entrare in funzione solo in caso di guerra), da cui il mio noto e sviscerato amore per la Ristrutturazione del Contesto, ignota alla maggior parte dei PNListi per varie ragioni (non è descritta in nessun libro, io ne ho pubblicato, inutilmente a quanto pare, una variante particolarmente efficace, vedi altri miei articoli in particolare “La fobia del Dentista”).

Lavorandoci, si scopre che abbiamo (possiamo avere) parti che sono fatte come noi stessi a varie età (arresti di sviluppo per varie ragioni), parti tratte dall’immaginario proprio (ad esempio gli amici immaginari dei bambini o cinematograficamente parlando, Harvey il coniglio) o collettivo (ho conosciuto diversi Superman, parecchi personaggi delle favole, un John Wayne, una Morte con falce, ecc…), parti modellate su altri che tuttavia non sembrano rientrare nel concetto di Identificazioni, forse perché sono state modellate solo alcune caratteristiche e non l’intera persona.

La maggior parte di queste conoscenze viene dall’ipnosi (scandaglio dell’inconscio) nella pratica mia, degli ericksoniani, dei pochi ipnotisti spiritualisti e alcuni di passaggio (Louise Hay, Ron Hubbard, Mary Fiore, Brian Weiss, …).

Tamara e Connirae Andreas (cfr. I Nuclei profondi del Sé) hanno aggiunto parecchie notizie/novità che riassumerò così: ogni Parte (e credo che indifferentemente mettano in questo contenitore tutto, tranne ISH, che ignorano, e possessioni):

a) Ha una finalità ultima trascendente (mistica);

b) È localizzata: nel corpo, fuori dal corpo, a volte fuori a volte dentro;

c) Si può farle crescere di dimensioni, cioè uscire dalla localizzazione angusta, dove capita che siano disturbanti, e dilatarle in tutto il corpo;

d) Per quelle fuori dal corpo o un po’ e un po’, riportarle nel corpo per poi eventualmente procedere come al punto C;

e) Si può farle crescere d’età.

Come, quando e perché fare tutto ciò… lo trovate nel loro libro (o ve lo capite da soli). Io aggiungerò che in PNL (e ipnosi) si può fare in modo che alcune Parti, o l’intera Assemblea delle Parti, si prendano cura di genitorializzare ed educare altre Parti. L’Assemblea inoltre, entro certi limiti (secondo me piuttosto ristretti), se invitata a farlo, può decidere di rendere operativi dei cambiamenti richiesti. O, forse, secondo alcuni tentativi di Bandler e discorsi di Grinder, mettere sotto stretta sorveglianza (agli “arresti domiciliari” direi io) parti pericolose per la persona o per gli altri.

Nei libri di PNL si descrivono anche modalità per costruire Parti, cosa he parecchi di noi, me compreso, considerano assai poco ecologica e non molto intelligente, il che non toglie che sia possibile (ricordo, semplificando, che, secondo Fritz Perls, l’integrazione è la Sanità, la Frammentazione la madre delle Patologie. Non ignoro che Gianpaolo Lai (la Disidentità) non è d’accordo, ma questo non è pascolo per psicanalisti, ancorché cari amici).

Chicca teorica finale: secondo le sorelle Andreas è sempre possibile trovare la Parte responsabile di un problema/sintomo/disagio, laddove proprio l’impossibilità (per lui?) di farlo è stata per Dilts una delle ragioni  per sviluppare i Livelli Logici e la sua Teoria dell’Identità.

PS: E appendere per i piedi chi ha tradotto “Logical Levels” con Livelli di Pensiero? Così almeno per una volta un po’ di sangue arriverebbe a quel cervello……