10 - Si può fare un paragone tra Coaching e PNL?

No, non ha senso.

È da un po’ di tempo che ci capita di leggere articoli che si propongono di fare chiarezza sulla definizione di Coaching, e di distinguerlo da altre attività con le quali potrebbe essere confuso.

Per esempio, viene paragonato il Coaching con la Psicologia, o con la PNL, e via di questo passo.

Paragonare il Coaching alla Psicologia o alla PNL è come paragonare fra loro la squadra del Napoli e lo stadio del S. Paolo, o domandarsi se sono più feroci le tigri o i felini.

La Psicologia, facendo parte delle cosiddette “Scienze umane”, può essere paragonata sensatamente alla Sociologia, alla Storia, all'Antropologia, all'Etnologia, all'Archeologia e via enumerando.

Il Coaching è una “Professione di aiuto” e, per definire meglio i suoi ambiti, può essere paragonato alla Psicoterapia, al Counseling e a vari tipi di Consulenza.

La PNL è un modello utilizzato favorire il cambiamento e, se volessimo individuarne punti di forza e di debolezza, potremmo paragonarlo all'Analisi Transazionale, alla Gestalt, alle Costellazioni Sistemiche, alla Psicologia Cognitivo Comportamentale, alla Psicanalisi…

Quindi:

  • il Coaching è una Professione di Aiuto che affonda la sua teoria e la sua prassi nella scienza umana “Psicologia”
  • i vari Coach, nel praticare la propria professione, possono utilizzare la PNL, o l’Analisi Transazionale o qualsiasi altro approccio
  • paragonare il “Coaching” ad altre Professioni di aiuto può aiutare a definirne i confini e gli obiettivi. Ad esempio, paragonando il Coaching al Counseling e alla Psicoterapia, possiamo accorgerci che il Coaching si riferisce ad un Identità di Ruolo (non Mario Rossi, ma Mario Rossi responsabile delle Vendite) mentre Psicoterapia e Counseling si rivolgono entrambe (con le nette differenze che le contraddistinguono) all'identità globale del cliente.

Per concludere, paragonare Coaching e PNL è un’operazione impossibile, e che il farla è un segnale di una grande confusione di idee.

Chi genera questa confusione dimostra di non conoscere la Teoria dei Tipi Logici, che Russell e Whitehead hanno elaborato nel 1913 per superare alcune contraddizioni di tipo logico che esistevano nelle teorie matematiche del tempo (di Cantor, soprattutto), e di cui è un’esemplificazione il “paradosso di Russell”, a volte denominato “paradosso del bibliotecario”: vediamo di cosa si tratta.

“Al responsabile di una grande biblioteca viene affidato il compito di produrre gli opportuni cataloghi. Egli compie una prima catalogazione per titoli, poi per autori, poi per argomenti, poi per numero di pagine e così via. Poiché i cataloghi si moltiplicano, il nostro bibliotecario provvede a stendere il catalogo di tutti i cataloghi. A questo punto nasce una constatazione. La maggior parte dei cataloghi non riportano sé stessi, ma ve ne sono alcuni (quali il catalogo di tutti i volumi con meno di 5000 pagine, il catalogo di tutti i cataloghi, ecc.) che riportano sé stessi. Per eccesso di zelo, lo scrupoloso bibliotecario decide, a questo punto, di costruire il catalogo di tutti cataloghi che non includono sé stessi. Il giorno seguente, dopo una notte insonne passata nel dubbio se tale nuovo catalogo dovesse o non dovesse includere sé stesso, il nostro bibliotecario chiede di essere dispensato dall'incarico” (tratto da Wikipedia).

Il concetto che sta alla base della Teoria dei Tipi Logici è il seguente: un insieme appartiene ad un livello "più alto" del livello al quale appartengono i suoi elementi, ed il confondere un insieme ed i suoi elementi produce paradossi.